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AVERE SUCCESSO

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Titolo: 

AVERE SUCCESSO

Autori: 
Jo Owen
Casa editrice: 
Giunti O.S. Psychometrics, 2018, Pp. XV+296, Euro 20,00.

La pubblicazione in traduzione italiana della seconda edizione di questo libro di Jo Owen segue a breve distanza di tempo l’uscita de Il manager globale (Firenze: Giunti O.S. Psychometrics, 2017) e, in un certo senso, si pone come un’integrazione ed uno sviluppo di una tematica che già ne Il manager globale è stata sfiorata (in riferimento alla gestione dei gruppi di lavoro multiculturali).

Le considerazioni che Owen offre al lettore in questo intrigante testo prendono le mosse da una ricerca sulla leadership condotta per Teach First oltre 17 anni fa, e successivamente ampliata attraverso numerose altre ricerche. Andando alla ricerca dei fattori di successo dei manager e dei leader, l’autore ha identificato il cosiddetto Fattore X e cioè le modalità non solo di agire, bensì di pensare, che caratterizzano le persone di successo nei ruoli di responsabilità organizzativa. Emerge così la variabile della mentalità, del modo di pensare, di rappresentare se stessi e l’ambiente intorno, i propri obiettivi e la dinamica del contesto: in una parola, il mindset. Ma cosa è il mindset?

Molti manager si riconosceranno nel seguente affresco sulla leadership dello spogliatoio: “il leader nello spogliatoio è il grande giocatore di football che è diventato allenatore. Il giocatore ha imparato ad avere successo correndo forte e veloce, facendo passaggi e placcaggi e realizzando delle mete. Quando diventano allenatori, cercano di correre ancora più forte e veloce, di fare ancora più placcaggi, passaggi e mete. E poi vengono licenziati perché la squadra perde” (p. 167). Nel leader dello spogliatoio non si è verificato quel cambiamento di registro interiore che è un vero e proprio diverso modo di rappresentarsi il mondo. Owen afferma con modestia che il suo libro non annuncia qualcosa di nuovo bensì registra il cambiamento che è già in atto: ma, come sappiamo, i cambiamenti in essere hanno necessità di essere visualizzati, e poi capiti e infine elaborati, ed è proprio questo il valore del libro che il lettore ha tra le mani! 

Al di là delle “rivoluzioni” che tutti citano quando si pensa al cambiamento mondiale degli ultimi decenni, il mindset – per meglio dire: una determinata tipologia di mindset – emerge come la vera rivoluzione nel management organizzativo. Esso non ha nulla a che vedere con le competenze tecnico-professionali, quel bagaglio certo necessario per affermarsi nel mondo del lavoro e per raggiungere una solida autorevolezza agli occhi della tribù aziendale, ma che non è sufficiente e, anzi, a certi livelli gerarchici può diventare controproducente.

Come scrive Jo Owen, il leader è colui che è capace di condurre i suoi follower lì ove non sarebbero mai potuti arrivare da soli. Pertanto, proprio come all’allenatore nello spogliatoio, al leader e al manager si richiede di mettere da parte il set di competenze professionali e di dimenticare il gioco da professional. Ma per osservare tale nuovo orizzonte è senza dubbio utile andare oltre le figure carismatiche di altissimo livello che troppo spesso costituiscono la banca-dati delle ricerche sulla leadership: ciò che interessa tutti noi è capire come possa avvenire la trasformazione del mindset in persone normali, che operano non solo nel mondo del business ma anche nel mondo del no-profit, dello sport, delle amministrazioni centrali governative e delle istituzioni militari. E Owen ha condotto interviste, ha osservato le persone al lavoro, ha consultato gli esiti dei 360 Degree Assessment & Feedback al fine di individuare le principali categorie del successo.

Sono così emersi i sette Mindset of Success e ad ogni mindset l’autore dedica un denso capitolo sollecitando il lettore a compiere una sana auto-analisi e ad impegnarsi al fine di sviluppare dei nuovi assetti mentali: ciò perché, potenzialmente, i sette mindset del successo possono essere compresi, appresi e/o sviluppati da ognuno.

Credo che questo libro di Jo Owen (come altri dello stesso autore) valga come richiamo circa il pericolo della passività, della cieca ripetizione di schemi esistenziali, del vivere-in-ombra (spesso all’ombra di noi stessi). L’essere umano merita qualcosa di più: lo sviluppo emotivo e cognitivo di ciascuno è legato al modo in cui visualizziamo le modalità per realizzare il nostro potenziale e all’impegno che mettiamo nel superare le nostre paure. Per costruire un mondo migliore per noi e per i nostri figli.

 

Andrea Castiello d’Antonio