Per appuntamento

* campo obbligatorio

CAPTCHA
Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.
CAPTCHA con immagine

Aviation Psychology 40 anni fa

AVVISO

In osservanza dei decreti relativi al Covid-19 le attività 'in presenza', presso lo Studio Professionale, sono svolte in totale sicurezza, in ambiente igienizzato a norma di legge.

In alternativa è possibile optare per lo svolgimento delle suddette attività in modalità online.

Per ulteriori informazioni visitare la pagina Contatti.

Aviation Psychology 40 anni fa

Esattamente 40 anni fa, nel mese di Aprile, si era da poco concluso un evento importante per la Psicologia dell’Aviazione, il First Symposium on Aviation Psychology, organizzato da Richard Jensen, allora direttore del laboratorio di psicologia dell’aviazione della Ohio State University.

Nell’immagine si vede il frontespizio degli Atti del convegno: esattamente 402 pagine, fitte di considerazioni su vari ambiti della psicologia applicata al volo.

Scorrendo queste pagine si ha una duplice sensazione.

Alcune tematiche sembrano rimaste le stesse. Allora come oggi si discute su argomenti trasversali e, non a caso, il primo dei tre capitoli che sono raccolti nella sezione iniziale, INTRODUCTION, è dedicato al ruolo della comunicazione e ai fattori psicosociali e di personalità nel coordinamento dell’equipaggio. Seguono due capitoli sul monitoraggio delle performance e sul fattore umano nella sicurezza in aviazione, presentato nell’ottica di ricerche da compiere.

Nelle restanti pagine sono contenute le sintesi di altre quaranta relazioni e qui, mentre da un lato permane la percezione della costanza di alcuni temi, si può osservare quanta strada è stata compiuta da allora ad oggi trattando i diversi argomenti che ora, in breve, vedremo.

Considerata la vera e propria rivoluzione che ha coinvolto il cockpit in specie negli ultimi tempi, con l’avvento dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, le prime due sezioni degli Atti si leggono con una certa emozione. Si tratta delle sezioni COCKPIT MONITORING CONCEPTS e COCKPIT INFORMATIONS SYSTEMS in cui si spazia dai segnali di allarme alla reazione alle emergenze, dal disegno degli ambienti all’ergonomia applicata alla realtà della cabina di comando, alla “preliminare” valutazione di un sistema basato su computer, fino alla comparazione tra i display visuali e cinestetici.

Più vicino ai nostri giorni è il comparto dedicato al PILOT JUDGMENT in cui compaiono temi classici come il decision making, con una speciale enfasi sulla formazione. A questa sezione possono essere utilmente associati i due blocchi dedicati, rispettivamente, alla selezione e alla formazione dei piloti: nove contributi tra i quali compaiono autori che trattano non solo dell’aviazione civile ma anche dell’aviazione militare.

Con la sezione PERFORMANCE ASSESSMENT si chiudono gli Atti del simposio. In questa sezione emerge in modo prepotente la tematica militare, ad esempio la necessità di valutare il comportamento del pilota in combattimento, come nella relazione Development and Application of Air Combat Performance Assessment Methods.

Gli oltre 200 iscritti a questo primo simposio sono pressoché tutti provenienti dagli Stati Uniti d’America: molti provengono dalle grandi industrie aeronautiche del tempo, e altri dai centri di ricerca. Alcuni di questi nomi diventeranno, negli anni successivi, dei referenti di primo livello per la psicologia dell’aviazione internazionale.

Per diversi anni sono stato tra i soci (l’unico italiano) della AAP – Association of Aviation Psychologists, contribuendo anche, in ruoli volontari di carattere redazionale, alla qualità di quella bella rivista che è stata THE INTERNATIONAL JOURNAL OF AVIATION PSYCHOLOGY. Una rivista nata nel 1991 e introdotta nel primo numero proprio da un editoriale di Richard Jensen il quale non casualmente cita nelle References solo due testi, uno dei quali è l’imperdibile Aviation Psychology, di Stan Roscoe (Iowa State University Press, 1980).

Negli stessi anni ho avuto modo di scambiare alcune opinioni proprio con Richard Jensen il cui contributo, davvero pionieristico, è ormai fin troppo spesso dimenticato.

E’ con piacere che posso dire di possedere tutti i volumi degli Atti di quei lontani convegni. Il testo di cui ho parlato fu solo il primo di un’ampia serie. Pagine un po’ ingiallite, che testimoniano il percorso fatto dalla psicologia dell’aviazione negli ultimi quattro decenni.

Oggi la AVIATION & SPACE PSYCHOLOGY è disciplina complessa, articolata, ramificata e specializzata, ben collocata nel quadro globale di altre discipline che si occupano di tutto ciò che è importante quando, sporgendosi da un oblò, si vedono cielo e nuvole.

Vedi la sezione dedicata alla Psicologia dell'Aviazione sul mio sito web.

 

Andrea Castiello d’Antonio