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FIT – FLUID INTELLIGENCE TEST

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Titolo: 

FIT – FLUID INTELLIGENCE TEST

Autori: 
Roberta Romanelli, Aristide Saggino
Casa editrice: 
Hogrefe Italia, 2016. Manuale pp. 30, Euro 25,00.

FIT Kit: Manuale + 10 libretti + 20 moduli risposta autoscoring, Euro 116,00

Questo test è finalizzato a valutare alcuni aspetti importanti della dimensione dell’efficienza intellettiva: sulla base della teoria a tre strati elaborata da Carroll negli Anni Novanta, la prova si focalizza sulla valutazione di quattro aspetti dell’intelligenza fluida che sono l’Induzione (In), il Ragionamento quantitativo (RQ), le Relazioni spaziali (RS) e la Visualizzazione (Vz).

I 48 item – che sono il risultato finale di un’analisi condotta su una iniziale banca-dati di oltre duecento item - sono inseriti nell’ambito di quattro subtest in modo tale che ciascun subtest è indirizzato a valutare uno dei quattro fattori.

Il test si può applicare a soggetti di età uguale o superiore ai diciotto anni, coprendo così l’intera gamma della vita adulta. L’applicazione individuale o di gruppo comporta un impegno di tempo stimabile in circa poco più di mezz’ora, mentre lo scoring è, per così dire, a tempo zero, in quanto il foglio di risposta è autocorreggente.

Il fascicolo che presenta il test è suddiviso in quattro capitoli, la Bibliografia e due Appendici contenenti le proprietà psicometriche dello strumento ed i riferimenti normativi. La prima riflessione che gli autori propongono è centrata sulle teorie dell’intelligenza e sulla presentazione del modello di J. B. Carroll, autore del volume Human Cognitive Abilities: A Survey of Factor-Analytic Studies (New York: Cambridge University Press, 1993). Il secondo capitolo è di taglio metodologico e tratta del modello statistico dell’IRT, la Item Response Theory, il modello che ha preso il posto della Classical Test Theory (CTT), evitando di cadere di errori di genere casuali e producendo dati di elevata affidabilità. Il terzo capitolo è dedicato al “come” si è proceduto nella costruzione del test, dalla definizione del costrutto fino alla elaborazione della versione finale della prova. Il quarto capitolo offre le indicazioni operative sulla somministrazione, scoring e interpretazione dei punteggi. Punteggi che si realizzano su cinque dimensioni, vale a dire un punteggio totale e quattro punteggi ognuno relativo ai quattro subtest che misurano: la capacità di analizzare stimoli figurali e comprenderne la caratteristica comune (In); la capacità di attenzione e concentrazione (RQ); l’abilità di percepire relazioni spaziali (RS); l’abilità di comprendere movimenti immaginari in uno spazio tridimensionale Vz).

Dal mio punto di vista valutare la sfera intellettiva nelle applicazioni organizzative della psicologia è il più delle volte un problema quasi insormontabile. Infatti, non è comune riscontrare negli operatori di area Psy la competenza sufficiente per accertare l’intelligenza di un soggetto, sia esso in valutazione, in consulenza, in formazione. Ciò che manca è proprio collocato alla base della ideale piramide, vale a dire la conoscenza delle teorie dell’intelligenza, una conoscenza imprescindibile se si vuole poi affermare che un soggetto possiede un livello e/o una tipologia di facoltà intellettiva. In parallelo, nel mondo del lavoro l’intelligenza è stata ben presto appiattita sul solo versante del problem solving, come se tutta la sfera cognitiva dell’essere umano potesse ridursi a funzionare come una sorta di “macchina per risolvere problemi”.

Dunque, ben vengano nuovi test di intelligenza, sia di tipo globale, sia test che mirano ad accertare delle dimensioni specifiche del costrutto, dopo averne specificato sia l’aspetto teorico, sia l’approccio metodologico: proprio come è stato compiuto nella costruzione del Fluid Intelligence Test.

Andrea Castiello d’Antonio