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HANDBOOK OF INNOVATIVE CAREER COUNSELING

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Titolo: 

HANDBOOK OF INNOVATIVE CAREER COUNSELING

Autori: 
Jacobus G. Maree (Editor)
Casa editrice: 
Springer 2019, Pp. XXII+750. Euro 115,00 (Hardback)

Questo volume offre una visione aggiornata e orientata al futuro dello stato delle variegate attività che vanno sotto il termine di career counseling – consulenza allo sviluppo della carriera, orientamento professionale – in un contesto, come quello attuale, in cui certamente non si può dire che manchino le sfide e i cambiamenti imprevisti.

Jacobus G. Maree ha raccolto intorno a sé ben ottantatré autori – una sorta di Who’s Who del career counseling – tra i quali spiccano nomi di tutto rilievo come, per fare un solo esempio, Mark Savickas, esponente di spicco nel mondo della consulenza di carriera e non a caso richiamato da Maree in un suo precedente testo Counselling for Career Construction (Springer, 2013) anche in riferimento alla sua Career Construction Interview.

Non è semplice sintetizzare i quarantun capitoli che compongono le sette sezioni del testo anche perché ogni contributo si centra e si concentra su aspetti peculiari che ruotano intorno al career counseling, non mancando di recuperarne la storia e le radici, le best practices, i modelli e i metodi di base, e proponendo una riflessione che spazia su un arco temporale ampio, iniziando con alcuni spunti che provengono dal passato, attraversando il presente e proiettandosi verso il futuro.

Sono così presentate riflessioni e meta-riflessioni, discussi esami e report di applicazioni sperimentali, effettuati confronti con i risultati ottenuti in diversi contesti e/o aree del mondo e famiglie professionali, fino a lanciare uno sguardo su ciò che vi è prima dell’entrata nel mondo del lavoro (la fase di education) e su ciò che vi è dopo (a valle del pensionamento).

Numerosi spunti di micro-teorie sono proposti – e qui, forse, qualche perplessità può essere suscitata nel lettore, considerato l’utilizzo abbastanza libero del termine-concetto di teoria – mentre emerge in tutta la sua evidenza l’importanza di poter disporre, nella società, di professionisti esperti e di sistemi collaudati di consulenza e orientamento alla carriera. Da questo punto di vista, se si confrontano i ragionamenti presentati in questo volume con il tipico vuoto italiano in termini di orientamento scolastico, universitario e professionale, o con iniziative inqualificabili come quelle dei cosiddetti navigator (vi era un così grande bisogno di inventare un nuovo termine per designare un’attività assai nota?) non si può fare a meno di rimanere sconcertati.

Scorrendo il volume si può osservare fino a che punto il career counseling rappresenti una disciplina basata su conoscenze strutturate e, insieme, una scienza applicata; una disciplina alla quale le società pongono domande e problemi da risolvere e che deve necessariamente muoversi verso ricerche e interventi che siano davvero utili alle persone. Ecco, allora, emergere i temi del life design, delle carriere polimorfe, dell’adattamento alle carriere e al post-lavoro organizzativo, della salute mentale collegata alle condizioni di lavoro e, naturalmente, della formazione e del cambiamento.

Credo che si possa affermare che lo scopo globale di ogni intervento che ruota intorno alla consulenza di carriera è quello di rendere le persone più solide e soddisfatte di loro stesse in quanto attori attivi e consapevoli del proprio progetto di realizzazione professionale. Emerge il tema del significato, del significato sociale e personale non solo del lavoro ma dell’azione umana – che è qualcosa di più complesso del comportamento – collocato nella dimensione del tempo e nell’ottica della sostenibilità. Sempre di più, il paradosso tra vulnerabilità ed incertezza, da un lato, e potenziali possibilità pressoché infinite dall’altro, stresserà le persone non meno che le organizzazioni. Ma un lavoro sostenibile rappresenta una base importante per rinforzare il benessere di chi lavora.

E’ dunque necessario preparare le persone agli inevitabili cambiamenti del mondo di oggi e del domani, al fine di renderle in grado di farvi fronte e di mantenere e sviluppare la loro condizione professionale e di occupabilità. In questo quadro sono numerosi gli autori che si sono applicati a lavorare sulle modalità che facilitano la career transition, non dimenticando che è essenziale aiutare i giovani a sviluppare le loro skill personali, le abilità psicosociali e di propositivo adattamento all’ambiente mutevole. E, al di là delle condizioni dei giovani, non potevano mancare riferimenti alla popolazione dai capelli grigi e bianchi, quella older people che, oggi, contribuisce a produrre valore nei sistemi istituzionali e organizzativi.

Il curatore, Jacobus G. Maree, è professore presso il Department of Educational Psychology dell’Università di Pretoria in Sud Africa (visiting professor presso diverse università nel mondo) ed ha estensivamente pubblicato. Da segnalare un suo recentissimo contributo sul tema (edito nel 2020 da Springer) che è Innovating Counseling for Self- and Career Construction, con sottotitolo Connecting Conscious Knowledge with Subconscious Insight.

A questo intrigante testo si può fare soltanto un appunto e cioè non aver inserito un Indice Analitico che potesse permettere al lettore di muoversi agevolmente nelle centinaia di pagine con lo scopo di poter centrare rapidamente i sotto-temi di interesse.

 

Andrea Castiello d’Antonio