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HBR GUIDE TO NAVIGATING THE TOXIC WORKPLACE

Titolo: 

HBR GUIDE TO NAVIGATING THE TOXIC WORKPLACE

Autori: 
Harvard Business Review
Casa editrice: 
Harvard Business Review Press. Pp. XII+245, 2024, $ 21,95

Questo utile volume esce nell’ambito delle Harvard Business Review Guides in cui sono stati già pubblicati numerosi titoli di interesse tra cui HBR Guide to Better Recruiting and Hiring, HBR Guide to Leading Through Change e HBR Guide to Executing Your Strategy.

Si tratta di un testo a più voci – cosa che dona a queste pagine una dimensione agile e piacevole – scandito da un ritmo rapido e sintetico sullo sfondo di un approccio pragmatico ma mai superficiale. Anzi: si ha l’impressione di leggere cose che sono molto vere e reali, ancorate alla vita pratica di lavoro. Cose di cui le persone hanno o possono avere esperienza, sia come soggetti attivi, sia come partecipanti, contributori, spettatori o follower.

Dunque, un testo che piacerà molto a chi è quotidianamente impegnato nel caos naturale del lavoro di oggi, sia a livello manageriale o professionale, sia a livello di gestore di ruoli più strettamente operativi-esecutivi. Tra i tanti titoli della serie ho scelto di presentare questo sull’ambiente tossico di lavoro, una dimensione – questa della tossicità – ormai abbastanza diffusa nella letteratura; una dimensione che ha molti pregi ma anche il limite di coprire con una sola espressione linguistica una varietà di fenomeni assai ampia.

Del resto, un toxic workplace può davvero contenere in sé mille sfaccettature che vanno dalla leadership abrasiva ai comportamenti controproduttivi, dal gaslighting al mobbing, dalla violenza psicologica all’isolamento sociale, dall’instaurarsi della cultura del terrore al micro-management ossessivo e autoritario. Uno dei capitoli è persino dedicato al gossip visto come un fenomeno “che ha minato le relazioni interpersonali fin dall’inizio dei giorni” (p. 219).

Il testo si apre con un paio di paginette introduttive non a caso dal titolo What You’ll Learn e si chiude con un Indice di nomi e di argomenti.

Nel mezzo vi sono sei sezioni per un totale di ventisei capitoli che si prefiggono, globalmente, di rappresentare le molte facce della tossicità organizzativa e di offrire altrettanti suggerimenti finalizzati al cosa fare e al come far fronte alle situazioni – viste in ottica sistemica – e alle persone tossiche. Così, se ci si trovasse nella condizione di lavorare con un capo distruttivo, non bisogna demordere: è bene ricordare che, fino a che si rimane in azienda, anche se “non puoi controllare il comportamento del tuo superiore, puoi controllare il modo in cui tu rispondi al suo comportamento” (p. 43). E con indicazioni generali di questo tipo si passa, poi, a suggerimenti operativi di taglio più basso e concreto: suggerimenti che, di volta in volta, vanno valutati circa la loro reale applicabilità, come in ogni aspetto della vita.

Con persone tossiche si intendono, naturalmente, soggetti che vanno molto al di là del semplice collega poco educato o del capo che pretende molto. Anzi, in più di un capitolo sono indicati alcuni segni per distinguere quello che, ad esempio, può essere un normale conflitto interpersonale da una vera e propria violenza socioprofessionale.

In questo quadro vi è anche il doveroso spazio dedicato ai diversi livelli di prevenzione e molti autori concludono il loro contributo con una riflessione sul rimanere o andar via, quindi sulle opportunità e sui vantaggi, per così dire, di stringere i denti e individuare forme di auto-difesa, oppure di abbandonare l’organizzazione e rivolgersi ad altro – considerando che se si decide di andar via ciò non deve essere vissuto come una sconfitta, bensì come una scelta razionale e tattica legata (anche) al bilanciamento costi-ricavi relativo al proprio personale benessere globalmente inteso.

Se, un tempo, ci si confrontava solo con alcuni stili di leadership e di followership poco adeguati, oggi riuscire a visualizzare e a reagire alle situazioni-persone tossiche è diventato imperativo: ne va della nostra salute psico-fisica!

Gli esempi che sono portati aiutano il lettore a porsi il problema di cosa stia realmente accadendo: ad esempio, capire se la situazione è socioculturale e generalizzata, oppure vive e vegeta in un piccolo microcosmo organizzativo, e così via.

È imperativo sfatare alcuni miti, come quello che recita che “i bulli sono spesso delle star e che le loro alte prestazioni giustificano il loro comportamento” (p. 138). E, come ho scritto nel mio libro L’aggressività distruttiva nel mondo del lavoro. Il mobbing e le altre forme di violenza organizzativa (Hogrefe, Firenze, 2024) è anche necessario lavorare sui livelli di consapevolezza individuali e socio-organizzativi al fine di stabilire, tra le molte altre dimensioni, quale possa essere la migliore auto-difesa, senza dimenticare che “i traumi causati dal lavoro sono tematiche reali ma trascurate… e possono derivare da numerose fonti come i comportamenti dannosi, le molestie verbali, l’isolamento sociale e il razzismo” (p. 80). Ma credo che una sorta di super-trauma si verifichi quando è la stessa vittima a colpevolizzare sé stessa!

Mi sembra, dunque, che si possa affermare che la lettura di questo testo, o di opere simili che trattano argomenti scottanti, spesso apparentemente dimenticati o posti in secondo piano, possa essere di aiuto a molti; soprattutto a quelle persone che hanno la sensazione che ciò che stanno vivendo sia qualcosa da nascondere e di cui ci si debba vergognare. Mentre riconoscere l’insalubrità di certi ambienti di lavoro e di determinate persone è un atto di forza e di intelligenza!

Infine, da segnalare la possibilità di acquistare dall’editore un set completo di volumi, cioè l’Harvard Business Review Guides Ultimate Boxed Set (16 Books), a cura di Harvard Business Review, Nancy Duarte, Bryan A. Garner, Mary L. Shapiro e Jeff Weiss.

 

Andrea Castiello d’Antonio

 

Questa recensione è stata pubblicata nel numero 119, Febbraio 2026 di

Qi – Questioni e Idee in Psicologia (Hogrefe editore)

https://www.hogrefe.com/it/magazine/la-guerra-dentro-hbr-guide-to-navigating-the-toxic-workplace