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Come prepararsi al “Colloquio di Selezione”?
Spesso detto “Colloquio di Lavoro”…
Tecnicamente: “Intervista di Selezione”!
Se ci si pone dal punto di vista del CANDIDATO si deve subito dire che:
Dico spesso ai candidati che mi consultano per avere dei consigli su come affrontare il colloquio di selezione che saranno fortunati se si troveranno di fronte:
intervistatori esperti, maturi
persone “professionali”
che lavorano senza fretta
possibilmente psicologi!
Ma spesso, troppo spesso, accade, che i colloqui avvengano in modo approssimativo e informale, alla buona. E che siano condotti da persone non preparate e spesso non motivate a dedicare tempo al candidato.
Ad “esserci” con il candidato.
Generalmente, cosa si aspetta l’intervistatore che fa selezione & assessment delle risorse umane dal candidato?
Al di là di chi si aspetta … di fare un lavoro facile, piuttosto che di incontrare una bella ragazza o un bel ragazzo – sorvoliamo su queste ignobili distorsioni di chi fa selezione, così come l’uso del potere, e peggio! – l’intervistatore si aspetta un candidato che collabori al colloquio.
L’ideale è poter fare poche domande a cui l’intervistato risponde in modo ampio.
Evitare la dinamica dell’interrogatorio, entrando in quel loop di risposte brevi e laconiche, o peggio ancora monosillabi.
Il primo obiettivo dell’intervistatore è ascoltare la presentazione del candidato.
Da lì si diramano le domande e le considerazioni seguenti per tutta la durata del colloquio.
Quanto dura un colloquio di selezione?
Se fatto male e di fretta, 20 minuti.
Se fatto sufficientemente bene 45-60 minuti.
Se fatto con scrupolo e attenzione 1 ora e mezzo.
Se fatto in ottica di valutazione in profondità, 2 ore e più.
Purtroppo, il difetto più facilmente riscontrabile, è il colloquio super-veloce, poche domande e via, anche al di sotto dei 20 minuti.
Quindi si tratta di prepararsi … alla possibilità di incontrare selezionatori incompetenti, demotivati, che lavorano con superficialità.
Tra i tanti non-psicologi che svolgono questa attività – che sarebbe per legge appannaggio di psicologi, dato che è finalizzata a valutare qualità personali, cioè psicologiche! – si possono trovare persino semplici diplomati, vecchi pensionati (come “consulenti”…!) , o gente che al lavoro fa mille cose e ogni tanto è chiamata a … “Fare due chiacchiere…”.
Tornando a noi, l’unica cosa senza dubbio da non fare da parte del candidato, è falsificare se stesso!
Intendiamoci.
Tutti cercano di presentarsi al meglio a una prova di esame. Questo è normale.
Ma c’è chi cerca di “giocare una parte”, di imparare a memoria le “risposte giuste”.
In sostanza: fingere!
Sembra assurdo, ma c’è chi finge anche quando si presenta come candidato per svolgere lavori che implicano rischio fisico, pericolo, forte distress.
Con il risultato che – se venisse scelto, avendo finto di essere chi non è – si troverebbe in grossi guai.
Dunque, va bene prepararsi al meglio al colloquio di selezione.
Presentarsi curati e educati, e così via.
Aver riflettuto sulla propria vita per rispondere alle domande biografiche.
Ma senza fingere!
Va bene chiedere un supporto per predisporsi psicologicamente al meglio per la prova di valutazione.
Come nello sport, si cerca di dare il meglio di sé.
E anche nello sport, oltre all’istruttore, oggi è spesso presente la figura del coach.
Ma prepararsi al meglio non significa indossare una maschera per cercare di … “fregare l’esaminatore”!
Perché, alla fine, se la cosa riuscisse, il perdente sarebbe il candidato stesso.
Andrea Castiello d’Antonio