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Jung’s Life and Work: Interviews for Memories, Dreams, Reflections with Aniela Jaffé

Titolo: 

Jung’s Life and Work: Interviews for Memories, Dreams, Reflections with Aniela Jaffé

Autori: 
C. G. Jung, Aniela Jaffé (edited by Sonu Shamdasani)
Casa editrice: 
Philemon Foundation Series, Princeton University Press, 2026, pp. 456, $35.00/£30.00

Era il finire degli Anni Settanta quando lessi per la prima volta l’autobiografia di Carl Gustav Jung nella traduzione di Guido Russo, pubblicata nella Biblioteca Universale Rizzoli (1978): Ricordi, sogni e riflessioni di C. G. Jung (titolo originale: Erinnerungen, Träume, Gedanken von C.G. Jung) fu una lettura di grande impatto, soprattutto nelle parti in cui l’autore si apriva nel comunicare esperienze di natura estremamente personali e sorprendenti.

Si tratta di un testo che costituì fin dall’inizio una base imprescindibile per comprendere la persona e l’opera; ebbe un grande successo nelle vendite, ma nel tempo si evidenziò il rischio di una pubblicazione edulcorata, se non in parte censurata. In sostanza, si notò una certa distanza tra i verbali delle interviste su cui il testo si basava e la pubblicazione.

Come evidenziò Edward Glover in una recensione del 1963, lo stesso Jung non amava le autobiografie e non volle che questo testo fosse incluso nell’opera omnia, proseguendo con il sottolineare ciò che l’autore ha espresso in merito ai suoi rapporti con la religione e concludendo con un omaggio globale all’autobiografia junghiana: “It is difficult to do justice to the many-sidedness of these memoirs”.

Ora il testo riprende vita e assume un nuovo spessore con la cura del noto studioso di Jung Sonu Shamdasani che firma anche un’ampia Introduzione, uno scritto che è, di fatto, un vero e proprio saggio.

L’importanza di questa nuova edizione – che si spera sarà tradotta al più presto in italiano – sta nell’integralità dei materiali pubblicati, oltre che nella nuova curatela e nella già citata Introduzione: le interviste su cui si basava la prima edizione, quindi il materiale originale, sono qui presentate nella loro forma completa, cioè integralmente trascritte – un bel modo per celebrare l’occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Jung!

Il testo è articolato: si apre con il riconoscimento e la gratitudine verso tutti coloro che lo hanno reso possibile per poi dare vita al saggio introduttivo del curatore (al quale è preposta la lista delle abbreviazioni e posposta la Editorial Note). Dalla pagina 39 alla pagina 375 sono riportate le interviste effettuate nel periodo gennaio 1957 – settembre 1958. Seguono due appendici, la prima delle quali è dedicata alla pratica della psicoterapia, poi l’Epilogue e l’indice finale. Sia l’editing che la rilegatura danno una splendida luce al testo.

Non emergono solo considerazioni ampie e approfondite sui grandi temi – il cristianesimo, il buddhismo, il destino del mondo occidentale – e lo sviluppo dei concetti più importanti, come quello di inconscio collettivo, archetipo, anima e animus, ma anche episodi di vita vissuta, compresi gli incontri con le figure più rilevanti: Sigmund Freud, William James, Albert Einstein e Herbert George Wells.

Jung esprime sé stesso in presa diretta, narrando episodi della sua vita e facendo così emergere molti lati della sua esperienza personale e del proprio mondo interiore.

Ecco l’inizio di queste interviste, datato 18 gennaio 1957: “Ieri ho pensato ai primi ricordi della mia vita. Intorno ai due anni di età, per cui la memoria è piuttosto vaga. Ero in carrozzina all’ombra di un albero. Era una meravigliosa, calda giornata d’estate con il cielo blu e il sole scintillante. Ero sveglio circondato da questa straordinaria bellezza, guardando il sole scintillare attraverso le foglie degli alberi – Questo è il mio primo ricordo, assolutamente meraviglioso. Pieno di colore e splendido” (p. 39).

Un uomo che ricorda, associa, riflette, ritorna sui propri passi e si confronta con la difficoltà di trasformare l'esperienza vissuta in racconto; ed è stato notato che addentrarsi in queste pagine può somigliare a partecipare ad una lunga seduta di psicoterapia – o, direi meglio, a una in-depth interview.

Una nota doverosa va dedicata a Sonu Shamdasani, storico della psicologia e della psichiatria, cofondatore e editor della Philemon Foundation, professore al Wellcome Trust Centre for the History of Medicine (University College, London). Tra le sue molteplici opere tradotte in italiano si possono ricordare le seguenti: Jung e la creazione della psicologia moderna. Il sogno di una scienza (2007), Jung messo a nudo dai suoi biografi (2008), Dossier Freud. L’invenzione della leggenda psicoanalitica, scritto con Mikkel Borch-Jacobsen (2012 e 2015), e la curatela de Il Libro rosso di Jung (2010).

 

Andrea Castiello d’Antonio

 

Questa recensione è stata pubblicata nella rivista online

“Qi – Questioni e Idee in Psicologia”

(Hogrefe editore), numero 122, Settembre 2026

 

https://www.hogrefe.com/it/magazine/handbook-of-emotion-regulation-at-work-jungs-life-and-work