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Jung’s Life and Work: Interviews for Memories, Dreams, Reflections with Aniela Jaffé
Era il finire degli Anni Settanta quando lessi per la prima volta l’autobiografia di Carl Gustav Jung nella traduzione di Guido Russo, pubblicata nella Biblioteca Universale Rizzoli (1978): Ricordi, sogni e riflessioni di C. G. Jung (titolo originale: Erinnerungen, Träume, Gedanken von C.G. Jung) fu una lettura di grande impatto, soprattutto nelle parti in cui l’autore si apriva nel comunicare esperienze di natura estremamente personali e sorprendenti.
Si tratta di un testo che costituì fin dall’inizio una base imprescindibile per comprendere la persona e l’opera; ebbe un grande successo nelle vendite, ma nel tempo si evidenziò il rischio di una pubblicazione edulcorata, se non in parte censurata. In sostanza, si notò una certa distanza tra i verbali delle interviste su cui il testo si basava e la pubblicazione.
Come evidenziò Edward Glover in una recensione del 1963, lo stesso Jung non amava le autobiografie e non volle che questo testo fosse incluso nell’opera omnia, proseguendo con il sottolineare ciò che l’autore ha espresso in merito ai suoi rapporti con la religione e concludendo con un omaggio globale all’autobiografia junghiana: “It is difficult to do justice to the many-sidedness of these memoirs”.
Ora il testo riprende vita e assume un nuovo spessore con la cura del noto studioso di Jung Sonu Shamdasani che firma anche un’ampia Introduzione, uno scritto che è, di fatto, un vero e proprio saggio.
L’importanza di questa nuova edizione – che si spera sarà tradotta al più presto in italiano – sta nell’integralità dei materiali pubblicati, oltre che nella nuova curatela e nella già citata Introduzione: le interviste su cui si basava la prima edizione, quindi il materiale originale, sono qui presentate nella loro forma completa, cioè integralmente trascritte – un bel modo per celebrare l’occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Jung!
Il testo è articolato: si apre con il riconoscimento e la gratitudine verso tutti coloro che lo hanno reso possibile per poi dare vita al saggio introduttivo del curatore (al quale è preposta la lista delle abbreviazioni e posposta la Editorial Note). Dalla pagina 39 alla pagina 375 sono riportate le interviste effettuate nel periodo gennaio 1957 – settembre 1958. Seguono due appendici, la prima delle quali è dedicata alla pratica della psicoterapia, poi l’Epilogue e l’indice finale. Sia l’editing che la rilegatura danno una splendida luce al testo.
Non emergono solo considerazioni ampie e approfondite sui grandi temi – il cristianesimo, il buddhismo, il destino del mondo occidentale – e lo sviluppo dei concetti più importanti, come quello di inconscio collettivo, archetipo, anima e animus, ma anche episodi di vita vissuta, compresi gli incontri con le figure più rilevanti: Sigmund Freud, William James, Albert Einstein e Herbert George Wells.
Jung esprime sé stesso in presa diretta, narrando episodi della sua vita e facendo così emergere molti lati della sua esperienza personale e del proprio mondo interiore.
Ecco l’inizio di queste interviste, datato 18 gennaio 1957: “Ieri ho pensato ai primi ricordi della mia vita. Intorno ai due anni di età, per cui la memoria è piuttosto vaga. Ero in carrozzina all’ombra di un albero. Era una meravigliosa, calda giornata d’estate con il cielo blu e il sole scintillante. Ero sveglio circondato da questa straordinaria bellezza, guardando il sole scintillare attraverso le foglie degli alberi – Questo è il mio primo ricordo, assolutamente meraviglioso. Pieno di colore e splendido” (p. 39).
Un uomo che ricorda, associa, riflette, ritorna sui propri passi e si confronta con la difficoltà di trasformare l'esperienza vissuta in racconto; ed è stato notato che addentrarsi in queste pagine può somigliare a partecipare ad una lunga seduta di psicoterapia – o, direi meglio, a una in-depth interview.
Una nota doverosa va dedicata a Sonu Shamdasani, storico della psicologia e della psichiatria, cofondatore e editor della Philemon Foundation, professore al Wellcome Trust Centre for the History of Medicine (University College, London). Tra le sue molteplici opere tradotte in italiano si possono ricordare le seguenti: Jung e la creazione della psicologia moderna. Il sogno di una scienza (2007), Jung messo a nudo dai suoi biografi (2008), Dossier Freud. L’invenzione della leggenda psicoanalitica, scritto con Mikkel Borch-Jacobsen (2012 e 2015), e la curatela de Il Libro rosso di Jung (2010).
Andrea Castiello d’Antonio
Questa recensione è stata pubblicata nella rivista online
“Qi – Questioni e Idee in Psicologia”
(Hogrefe editore), numero 122, Settembre 2026
https://www.hogrefe.com/it/magazine/handbook-of-emotion-regulation-at-work-jungs-life-and-work