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LEADERSHIP, WORK, AND THE DARK SIDE OF PERSONALITY

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Titolo: 

LEADERSHIP, WORK, AND THE DARK SIDE OF PERSONALITY

Autori: 
Seth Spain
Casa editrice: 
Academic Press (an imprint of Elsevier), 2019. Pp. XXIII+193, $ 99.95 (Softcover)

Questo libro rappresenta un’importante iniziativa editoriale nel contesto degli studi e delle riflessioni sulle variegate manifestazioni della patologia della leadership. Innanzi tutto va detto che la casa editrice Academic Press, sempre in questo stesso anno (2019), ha pubblicato un altro testo interessante sul tema, vale a dire il libro di Minna Lyons The Dark Triad of Personality. Ma il volume di Seth Spain ha il pregio di essere completamente centrato sugli aspetti del lavoro e, in particolare, della leadership, affrontando quindi in modo netto e deciso una delle problematiche più attuali e scottanti che si vivono al giorno d’oggi; una problematica che, in realtà, non investe soltanto le organizzazioni di lavoro e le istituzioni, ma si espande verso gli ambiti sociali e politici, essendo rappresentata da figure di pseudo-leader distruttive e imprevedibili nelle loro azioni e decisioni.

I sei capitoli in cui si struttura il testo sono aperti da una riflessione sul concetto di Sé, l’identità personale, il ruolo organizzativo e la funzione di leadership (con un approfondimento sulla cosiddetta Leadership Autentica); segue una rapida digressione sulle teorie della personalità in cui è evidenziato il modello dei Big Five ma, soprattutto, è svolta una riflessione sul tema della personalità-al-lavoro: un concetto significativo che, in certo senso, si contrappone a quello più noto del comportamento organizzativo. Con il terzo capitolo si entra nel vivo della questione; intitolato The Dark Side of Personality, questo capitolo espone una visione molto ampia del concetto, richiamandone le origini storiche, i collegamenti con le nomenclature psicopatologiche, la relativa assenza di contributi di ricerca e le problematiche legate agli strumenti di misura, cioè ai test che dovrebbero valutare la presenza di questo elemento nel soggetto esaminato. Come sottolinea l’autore “le scale brevi delle caratteristiche di personalità spesso sacrificano la validità predittiva al fine di preservare l’attendibilità” (p. 73); e se si pensa che in alcuni casi dimensioni assai complesse come la psicopatia sono “misurate” per mezzo di pochi item, perlopiù scoperti, non si può fare a meno di nutrire molti dubbi che test psicologici di tal genere – probabilmente utili ai fini di ricerca – siano del tutto inadeguati se applicati nel vivo della vita di lavoro.

I successivi tre capitoli ruotano tutti intorno al concetto di leadership; nel quarto capitolo si passano in rassegna alcuni dei modelli tradizionali e maggiormente noti di leadership, mentre il quinto è dedicato a quelli che sono definiti “gli approcci moderni” alla leadership. Tra questi ultimi, la leadership carismatica, la leadership trasformazionale e il modello LMX - Leader-Member Exchange. Con l’ultimo capitolo si torna a coniugare le sfaccettature della leadership con quelle del dark side of personality, ponendo domande sulla carriera che svolgono soggetti di tal genere e sui lati disfunzionali dei manager in confronto alla tipologia definita Dark Boss. E, in conclusione, è posta la domanda fatidica: can Dark Personality change? Questa è una domanda che preoccupa tutte le persone responsabili e che non consente risposte facili e univoche. Gli ambienti di lavoro sani e soddisfacenti si somigliano tutti, mentre quelli insani e fonte di sofferenza sono ognuno diverso dall’altro… Osservando la questione in modo più ampio si può affermare che studiare questa speciale dimensione della personalità nel mondo del lavoro apre le porte a considerazioni che vanno oltre: ad esempio, si illumina il tema del comportamento contro-produttivo, ma acquistano anche un diverso senso gli aspetti fisiologici e sani della vita di lavoro.

L’autore, Seth Spain, è psicologo delle organizzazioni e da tempo insegna Organizational Behavior and Human Resources in Canada presso la John Molson School of Business alla Concordia University di Montreal.

 

Andrea Castiello d’Antonio