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WOMEN IN INTELLIGENCE: THE HIDDEN HISTORY OF TWO WORLD WARS
Questo è un libro scritto da una persona che vive da tempo all’interno del “campo” dell’intelligence e delle altre aree limitrofe: Helen Fry, storica britannica specializzata nella Seconda Guerra Mondiale, autrice di numerosi saggi tra cui gli ultimissimi due, pubblicati tra il 2024 e il 2025: Why I Became an X Troop Commando. A Life of Colin Anson, the German who Fought for Churchill e The White Lady. The Story of two key British Secrets Networks behind German Lines (in uscita nell’autunno del 2025).
Lo scopo dichiarato di Women in Intelligence è accendere un riflettore sul ruolo delle donne nei servizi segreti di Sua Maestà. Un ruolo spesso silenzioso, implicito, nascosto, caratterizzato da determinazione e ingegno, privo di clamore, e poco valorizzato anche al termine del secondo conflitto mondiale. Per questa originalità il libro è stato insignito del Silver Award del Military History Matters Magazine Book of the Year 2024, ed è diventato un punto di riferimento imprescindibile per coloro che si occupano di questi argomenti andando a scavare tra le vicende delle due guerre mondiali.
Il libro prende così posto nell’ambito delle ampie ricerche dell’autrice, basandosi su anni di studio tra archivi storici, fonti classificate e declassificate, interviste, analisi di archivi privati e notizie offerte da familiari o conoscenti delle persone oggetto di studio la cui vera identità professionale è talvolta rimasta segreta persino ai congiunti più stretti anche anni e anni dopo la fine dei conflitti in cui erano state impiegate.
Emergono così i profili di donne come Gabrielle Petit – scoperta e quindi giustiziata nel 1916, dopo “aver inviato un totale di cinquanta report di intelligence nel corso del tempo limitato in cui ha lavorato per i britannici” (p. 29) – e di “sistemi” ben organizzati come quello, in Belgio (e anche in Lussemburgo) de La Dame Blanche, una delle più importanti reti di intelligence SIS / MI6, forte di oltre duemila agenti, deputata a osservare e riferire sui movimenti dei convogli ferroviari, sulle difese e installazioni militari operativa dietro le linee nemiche durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando fu riattivata con la denominazione Clarence Service.
In altre reti di intelligence le donne hanno svolto ruoli sofisticati, di analisi e decodificazione, di interpretazione di immagini e di rilievi topografici, fino a far parte di strutture come lo Special Operations Executive (SOE) e l’Inter-Services Topographical Department. Donne che hanno scrutato i cieli (vedi il nono capitolo, Eyes in the Sky, o si sono adoperate per mantenere il più possibile sicuri i mari – Women in Naval Intelligence, capitolo ottavo).
Pagine in cui l’idealizzata e/o utopica figura della donna-spia ammaliatrice e frequentatrice dell’alta società, variamente tratteggiata dal cinema e dai romanzi, lascia il posto alla realtà di persone normali, con una vita complicata e piena di cose da fare, attente a dettagli e operatività anche di ordinaria amministrazione e apparentemente banali, ma sempre pronte a scattare nel momento di rischiare la propria vita per offrire un contributo alla causa.
Estremamente ben documentato, ricco di riferimenti a fatti, persone ed eventi variamente già noti e di altri completamente sconosciuti, il testo suscita interesse non solo per l’intrinseco valore ma anche perché si muove lungo i decenni che hanno visto il dramma dei due grandi conflitti. Nonostante che il lettore possa sentirsi sommerso dalla quantità di dati, note e informazioni – e dal loro reciproco incrociarsi – questa opera monumentale colma un vuoto nella storiografia specialistica, diventando un punto di partenza per nuove ricerche e approfondimenti
Di Helen Fry possiamo ancora ricordare e segnalare alcune altre opere di grande interesse, tutte pubblicate dalla casa editrice Yale University Press, come The Walls Have Ears. The Greatest Intelligence Operation of World War II (2020) sui corridoi segreti realizzati nel corso della Seconda Guerra Mondiale – vedi la Comet Line che “si estendeva da Bruxelles in Francia, via Parigi, fino ai lontani Pirenei, via San Sebastian, giungendo a Bilbao in Spagna” (p. 353). Ma risultano intriganti anche alcune notazioni inaspettate come quella che riguarda The Cookery Book, un libro di cucina scritto in tedesco (di cui nel testo è riprodotto il frontespizio e l’indice), che fu in realtà un testo in cui venivano delineate informazioni e istruzioni di intelligence relative all’identificazione di obiettivi del nemico, inclusi i missili V-1, V-2 e le unità navali.
Altre studiose hanno lavorato sul tema dell’intelligence femminile nel dopoguerra e sulle biografie di donne nei servizi segreti: tra queste vi sono Kate Vigurs con il suo Mission Europe: The Secret History of the Women of SOE (Yale University Press, 2025) e Sarah Helm, che ha scritto A Life in Secrets: The Story of Vera Atkins and the Lost Agents of SOE (Yale University Press, 2025).
Altre opere ancora si sono concentrate sulla biografia di singole persone come Elizabeth Bentley e Amy Elizabeth “Betty” Thorpe, mentre Mary Bancroft, operante come spia dell’OSS nel corso della Seconda Guerra mondiale ha consegnato ai posteri la sua autobiografia con il libro Autobiography of a Spy (William Morrow & Company, New York, 1983).
Tutte testimonianze preziose della partecipazione femminile nei servizi segreti prima, durante e dopo le due guerre mondiali.
Andrea Castiello d’Antonio
Questa recensione è stata pubblicata il giorno 29 maggio 2026 nel sito web
PANORAMA RISORSE UMANE – ISPER
https://www.isper.org/Strumenti-HR/Panorama-Risorse-Umane-ISPER.htm