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Handbook of Counterproductive Work Behavior
Il testo, composto da sette sezioni e trentasette capitoli, offre al lettore una visione ampia e aggiornata di tutto ciò che ruota intorno ai comportamenti controproduttivi nel mondo del lavoro. Si sentiva la necessità di un’opera come questa in cui sono stati chiamati a collaborare ben settantasette autori provenienti da USA, Canada, UK, Israele, Singapore, Australia, Svizzera, Turchia e Sudafrica.
Forse il termine handbook non attribuisce il giusto respiro a un testo che presenta così tanti approfondimenti al di là e oltre i dati di ricerca, e che apre prospettive di ulteriori analisi e di più articolate riflessioni – soprattutto nell’ottica della prevenzione e della cura, aggiungerei.
Le tante dimensioni dei CWB, i Counterproductive Work Behaviors, definibili anche come comportamenti dannosi e controproducenti, appaiono oggi assai estese e confinanti con altre tipologie di modi di agire nel lavoro che si collocano sempre nell’area del produrre un danno; danno materiale, interpersonale, fisico, simbolico. Infatti – per come sono generalmente intese – si tratta di azioni (quindi attività esplicitamente messe in atto) e che hanno uno scopo (finalizzate, intenzionali): lo scopo è, appunto, danneggiare qualcosa o qualcuno, e da qui si declinano i contenuti dei CWB che vanno dal furto e dal sabotaggio, fino al comportamento deviante che incarna la volontà di incrinare, infrangere, trasgredire, indebolire le regole e le norme dell’organizzazione.
In questo quadro credo che sia molto importante inserire e sottolineare l’aspetto della violenza fisica e psicologica in quanto producente danni di varia e diversa natura.
Aperto da una sintetica sezione introduttiva che, con la firma dei curatori Dalal, Jensen e Lim, offre una panoramica generale dei contenuti del manuale, il testo è chiuso da un dettagliato Indice che senza dubbio agevola la navigazione delle precedenti seicentottanta pagine occupate dai trentasette capitoli. Entrando subito nel merito dell’argomento, la seconda sezione – dal titolo Forms of Counterproductive Work Behavior – apre con un eccellente contributo di una persona molto nota nell’ambiente, Paul E. Spector (nel 2025 è uscita la nona edizione del suo notissimo Industrial and Organizational Psychology: Research and Practice, pubblicato da Wiley) e sono affrontati temi attuali come l’inciviltà nel lavoro, il cyber sexual harassment, le condotte abrasive e distruttive di leadership e l’assenteismo. La terza sezione – Nomological Network for Counterproductive Work Behavior – oltre a trattare degli antecedenti, pone una serie di domande sugli effetti dei CWB, anche dal punto di vista cross-culturale, trattando altri argomenti scottanti come i CWB nel lavoro a distanza. La sezione seguente è dedicata ai contributi strettamente di ricerca e agli strumenti di misura; si tratta di una sezione che ben si coniuga con la parte sesta del manuale in cui sono evidenziati gli aspetti applicativi e le implicazioni operative del tema – v. il capitolo 33 dal titolo Studying counterproductive work behavior (CWB) in the “real world”.
Alle Perspectives from specific Domains and Disciplines è consacrata la quinta sezione che apre con un contributo stimolante: “Everyone’s doing it”: a review of academic counterproductive behaviors. Qui è discusso l’argomento collocato in un ambito speciale come quello militare, oltre ad analizzare confini e dimensioni dei CWB anche nell’ottica della IA. Credo poi rilevante sottolineare le notazioni sulla gestione delle conseguenze dei comportamenti devianti e sull’utilizzo di diverse strategie – inclusa la giustizia riparativa – per risanare l’ambiente organizzativo nel suo complesso.
Si tratta, dunque, di un testo di consultazione estremamente utile e stimolante per tutti coloro che si occupano del dark side delle organizzazioni ma anche per coloro che hanno desiderio o necessità di comprendere al meglio le pieghe meno visibili del mondo del lavoro nei loro risvolti meno salutari e salubri. La massa di ricerche e di considerazioni che sono qui rappresentate è realmente molto ampia e le riflessioni sviluppate da coloro che hanno contribuito o hanno condotto gli studi non può che affascinare il lettore.
In chiusura e in relazione ad argomenti come l’inciviltà organizzativa, l’ostracismo, la leadership abusiva e le molestie sul lavoro, mi fa piacere richiamare il mio recente lavoro su un’ampia gamma di condotte distruttive – il mobbing e molte altre: si tratta del libro L’aggressività distruttiva nel mondo del lavoro. Il mobbing e le altre forme di violenza organizzativa (Hogrefe, Firenze, 2024) un testo in cui si esplorano i deragliamenti della vita di lavoro nell’ottica delle manifestazioni tossiche e dell’aggressività distruttiva nelle relazioni interpersonali.
Andrea Castiello d’Antonio
Questa recensione è stata pubblicata nella rivista online
“Qi – Questioni e Idee in Psicologia”
(Hogrefe editore)
Aprile 2026