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PILOT SELECTION. PSYCHOLOGICAL PRINCIPLES AND PRACTICE

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Titolo: 

PILOT SELECTION. PSYCHOLOGICAL PRINCIPLES AND PRACTICE

 

Autori: 
Robert Bor, Carina Eriksen, Todd Hubbard, Ray King (Edited by)
Casa editrice: 
CRC Press, Taylor & Francis Group, 2020, Pp. XV+430, £ 71.00 (Hardback)

Su queste pagine mi sono già occupato di psicologia dell’aviazione – ad esempio, con le recensioni del volume curato da Carrie H. Kennedy, Gary G. Kay, Aeromedical Psychology (Ashgate, 2015) pubblicata sul numero 31 dell’ottobre 2015, e della terza edizione del lavoro a cura di Barbara G. Kanki, José Anca e Thomas R. Chidester, Crew Resource Management (Academic Press - Elsevier, 2019), uscita sul numero 67 del maggio 2019 - ma negli ultimi tempi sulla psicologia dell’aviazione si sono concentrate numerose attenzioni, anche nel nostro Paese, in virtù della lunga onda che è seguita al drammatico episodio dell’Airbus 320 di Germanwings e delle conseguenti domande sulla scelta e selezione del personale di condotta (vedi il mio articolo “Come sono valutati i piloti dell’aviazione civile?”, in Psicologia Contemporanea, settembre–ottobre 2015). Ben venga, dunque, questo imponente trattato sulla selezione dei piloti, un lavoro che ha visto la partecipazione di ben quaranta autori, curato da quattro persone di alto profilo: Robert Bor, co-direttore del Centre for Aviation Psychology, Carina Eriksen, consulente e psicologa dell’aviazione, Todd P. Hubbard, professore di Human Factors Research, alla University of Oklahoma, e Ray King, psicologo presso la U.S. Federal Aviation Administration (FAA). 

Il testo è suddiviso in cinque ampie sezioni per un totale di trentuno capitoli. E’ praticamente impossibile sintetizzare un lavoro così articolato e ricco di considerazioni, riflessioni e spunti, ed è altrettanto arduo segnalare quali delle sue parti sono più rilevanti di altre, dato l’elevato livello dei contributi e l’interesse intrinseco di ciascuna area. Ad esempio, non si può non plaudire al secondo capitolo, dedicato alla storia della selezione dei piloti e fortemente collegato ai contenuti dell’intera prima sezione: qui i processi selettivi sono analizzati con scrupolo spaziando dalle interviste all’impiego dei simulatori di volo. Il capitolo ottavo emerge con la discussione dei razionali su cui si dovrebbe basare l’accurata scelta e selezione dei piloti, ma anche le considerazioni sul feedback da offrire ai soggetti selezionati mi sembrano di rilievo in quanto sottolineano l’ambiente complesso e le pressioni a cui sono sottoposti i piloti che, inevitabilmente, vanno incontro a conflitti cognitivi e di decision making – vedi il mio articolo “L’interazione uomo-macchina nella psicologia dell’aviazione. Riflessioni a partire dal caso del Boeing 737 Max”. Qi. Questioni e Idee in Psicologia, n. 70, settembre 2019).

Nella seconda sezione del libro si entra ancor più profondamente nella questione delle metodologie di assessment ed è qui presente anche un contributo di James N. Butcher, professore emerito dell’Università del Minnesota e molto noto per aver revisionato la seconda edizione dell’MMPI. Ragionando sui risultati degli assessment Butcher osserva che “molti candidati per la posizione di pilota di linea aerea si presentano in un modo particolarmente adeguato, privi di qualunque problematica mentale nel corso delle interviste e delle valutazioni psicologiche, tendendo a rispondere in modo di occultare ogni problema di cui possono aver avuto esperienza” (p. 153). Dato che ciò avviene anche nel rispondere all’MMPI, l’autore suggerisce il re-test preceduto da una particolare consegna, affermando di aver avuto dei buoni risultati con questo espediente.

Nella terza sezione si uniscono le tematiche della selezione e dell’addestramento con un’attenzione speciale alle variabili di personalità che sono oggetto sia del processo selettivo sia di quello formativo ed addestrativo (un capitolo speciale, il ventesimo, è dedicato alla formazione degli psicologi dell’aviazione). Di particolare interesse è la quarta parte in cui si svolgono acuti ragionamenti differenziati rispetto ai ruoli e agli ambienti di lavoro; sono così presi in esame i temi emergenti nella selezione degli elicotteristi, dei piloti degli aerei destinati al soccorso sanitario, dei tecnici di manutenzione e, naturalmente, dei controllori del traffico aereo; il ventottesimo capitolo è dedicato alla selezione degli astronauti, e il capitolo successivo alla scelta dei piloti per… gli aerei senza pilota, e i droni.

Avvicinandosi alla conclusione del volume si legge con piacere il penultimo capitolo dal titolo poetico After the last landing, mentre l’ultimissimo contributo recupera il complesso processo mentale di valutazione, giudizio e presa di decisione in merito alle qualità personal-professionali del candidato, dando spazio al dibattito sul posto dell’intuizione nei processi selettivi (ed esponendo anche i risultati di un’ampia rassegna sul tema).

I mille e complessi volti della psicologia dell’aviazione sono dunque molto ben rappresentati da questo libro e credo che sia importante che testi seri di questo genere siano conosciuti da tutte le figure professionali che si occupano di scelta, valutazione e gestione del personale di volo, del personale tecnico di terra, e dei controllori di volo. Come ha scritto nel suo sito web Todd Hubbard, “nell'aviazione devi capire presto che devi assumerti la tua responsabilità come persona. Ecco com’è questa professione. Se vuoi stare nella cabina di comando di un aereo di linea, le tue decisioni faranno la differenza tra la vita e la morte, e devi prenderle sul serio”.

Per ampliare la visione di questo testo si può anche consultare la recensione a firma di Jennifer Eaglestone e Gunnar Steinhardt, pubblicata sul primo numero 2020 della rivista Aviation Psychology and Applied Human Factors (pp. 36–38).

 

Andrea Castiello d’Antonio