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Psicologia militare, Desk reference

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Autori: 
Bret A. Moore, Jeffrey E. Barnett (Edited by)
Casa editrice: 
Oxford University Press, 2015, Pp. XXV+356, £ 59.00 (Hardback)

Non sono numerosi i testi che trattano l’argomento della psicologia militare, e questo che presentiamo rappresenta uno dei migliori e più recenti libri sull’argomento.

Già dal titolo – Desk Reference – si può intuire che il testo aspira a fare il punto della materia, offrendo al lettore numerosi spunti che possono ben utilizzati in direzione della consultazione su tematiche specifiche. Essendo la psicologia militare una psicologia “applicata” ad un determinato contesto organizzativo, essa ha numerosi punti di contatto con il mondo delle istituzioni e delle organizzazioni e, quindi, con la gestione delle persone.

Prima parte: Storia e origini della psicologia militare

La prima parte del testo è dedicata a recuperare la storia e le origini della psicologia militare con alcuni spunti di interesse circa la personalità del militare, le culture che si sviluppano negli ambiti specifici e l’impatto che questo mondo ha avuto sul mondo civile: infatti, sono numerose le attività e le iniziative nate in ambito militare che sono state poi applicate inizialmente alle realtà industriali soprattutto del secondo dopoguerra, e successivamente al mondo del lavoro in generale. Ma la psicologia militare si è sviluppata ben prima della Grande Guerra e basterà qui ricordare la realizzazione dei test attitudinali nel corso della prima guerra mondiale (gli Army Alpha e Army Beta) che consentirono di selezionare in tempi contenuti quasi due milioni di uomini. Molti degli psicologi americani che furono impegnati in tali attività – e in attività parallele rivolte alla riabilitazione psicologica – hanno successivamente offerto dei contributi di altissimo valore nell’ambito della psicologia del lavoro, sia nell’area dell’assessment, sia in quello dello studio della leadership e della dinamica di gruppo. 

Seconda parte: le specialità che sono concretizzate in ambito militare

Qui sono presenti delle riflessioni sulla selezione di personale specialistico – come i piloti – e sul cosiddetto “fattore umano” nello sviluppo delle prestazioni. Ma numerosi altri temi possono attirare l’attenzione, connessi come sono con la leadership, la motivazione dei team, gli stili di comando e controllo, e la negoziazione. Gli argomenti di natura etico-professionale sono affrontati nella terza parte del volume ed è importante notare che in tale parte sono presenti ben diciassette contributi, a testimonianza della rilevanza di tale materia. Ecco emergere le problematiche legate al malessere sotto forma di burnout, mentre la leadership è qui considerata come una delle possibili vie per mitigare gli aspetti disfunzionali e patologici delle situazioni in cui i soldati sono inseriti.

Terza ed ultima parte: gli aspetti clinici che sono particolarmente legati alla vita militare sia in tempo di pace, sia nel quadro delle operazioni

In senso generale, oggi, la psicologia militare è fortemente connessa all’orientamento rivolto alla ricerca del benessere degli individui e dei sistemi organizzativi in cui sono inseriti. Del resto, questo tema del benessere, è di antica data, pur se inizialmente praticato da un diverso punto di vista, vale a dire la cura e la terapia riabilitativa dei soggetti che presentano “ferite psicologiche”. In sintesi, il contributo di questo volume alla gestione e sviluppo delle risorse umane consiste nel mostrare quali e quanti passi in avanti sono stati compiuti da chi si occupa del “fattore umano” in un ambiente particolare come quello militare: un ambiente dal quale possono essere tratte numerose indicazioni interessanti e attualissime, e altrettanti “insegnamenti” concretizzabili in pratiche di people management.